Indovina chi viene a cenaUn sabato pomeriggio sprofondata sul divano con un occhio chiuso ed uno aperto. Zapping furioso tra le reti generaliste alla ricerca di qualcosa che mi tenga sveglia. Su Canale 5 trasmettono “Amici”. Mi blocco. Mi cospargo il capo di cenere per questo, ma apprezzate la mia onestà! C’è un ragazzetto che canta. Finisce la sua performance e viene massacrato da quelli che Maria De Filippi chiama “i professori”. Lui si giustifica con frasi del tipo: «Ci ho messo il cuore», «Mi dispiace se non vi sono arrivato», «La musica è la mia vita». E io penso: «Ecco di chi si innamorerà mia figlia». Quando sarà adolescente le piacerà un tipetto così, uno sfigato con una capigliatura assurda che crede di avere la verità in tasca e parla per frasi fatte.

Immagino una cena a quattro. Io, mio marito, mia figlia e lo sfigato. Vedo una ragazzina che guarderà un ragazzino con aria sognante, che sarà rapita dalle sue perle di finta saggezza e vorrà farsi tatuare su una parte improponibile del corpo il nome della sua band. Vedo mio marito, nonché padre della ragazzina, diventare geloso e inorridire all’idea che il ragazzino nel pieno di turbe ormonali possa toccare la sua bimba. Vedo me stessa andare in paranoia perché la ragazzina inizierà a non raccontare più nulla di quello che prova e soprattutto di quello che combina col ragazzino. Vedo ancora me sperare che la ragazzina ami sempre prima se stessa, faccia scelte di cui non possa mai pentirsi, soffra il meno possibile, faccia le sue cazzate sempre accompagnata da una buona dose di fortuna, scopra il vero amore, diventi adulta e mi reputi tutto sommato una brava mamma. E poi rivedo in lei la quindicenne che sono stata anch’io e mi addormento.

Antonella L.

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