check-in-minionSono una pubblicitaria e sfornare idee creative è la mia croce e la mia delizia.
Professione mamma o copywriter? La linea si assottiglia e usare le stesse tecniche mi agevola il lavoro.
Il mio piano aveva una mission: smettere di allattare.
Sul banco degli imputati sedeva la mamma snaturata accusata di privare suo figlio (sangue del suo sangue) di appena 11 mesi, della bevanda più sana del mondo, ricca di anticorpi e proprietà uniche e irripetibili.
A sua discolpa la teste usava poche e concise parole “Nun je la posso fa più a tenere aperto 24/24!” e come testimone chiamava suo marito, nonché padre della LATTISUGA, che confermava quanto detto.
Di qui partiva il brainstorming. Dopo milioni di proposte scartate, ecco l’idea creativa: una fuitina romantica il giorno del mio compleanno, con realizzazione del sogno proibito:
Una notte di passione no stop dopo quasi un anno?
Ma và!!!
Una ronfata di più di 3 ore consecutive, senza l’urlo “ MAhhammHaaa” di Munch a interromperla irrimediabilmente.
E la mia mente diabolica aveva anche partorito la ciliegina sulla torta: Il luogo del “crimine”. Avrei passato un’intera giornata in accappatoio e ciabattine in una Spa di lusso a farmi massaggiare cervicale, lombetti e coccige, parti corporee che mio figlio in meno di un anno era riuscito a distruggere senza pietà.
Cosa è successo? Ricordo di aver fatto un idromassaggio in camera, di aver bevuto Chianti Classico mangiando tartufo a lume di candela, di aver parlato sottovoce per più di un secondo, ricordo il profumo dell’olio di mandorle e zenzero spalmato sul mio corpo. Praticamente un sogno, così perfetto che….
Le bolle dell’idromassaggio mi facevano pensare con nostalgia alle trombette di Tommi ; Ho ordinato un tortino al cuore caldo di cioccolata e mi è arrivato al centro di un piatto di porcellana bianca. Come non pensare alle sorprese pralinate e fumanti sul suo pannolino immacolato? Le calze mi pizzicavano, il vestito fasciato mi tirava. Mi muovevo sui tacchi con la stessa agilità e classe con cui lui prova a fare i primi passi.
Una tovaglia senza macchia che tovaglia è? Una cena senza uno sputo, una sbavata, una stellina appiccicata in faccia? Datemi un urlo, un grido, basta musica classica voglio sentire l’odioso jingle di Peppa Pig!
Ok, ok…devo resistere!
Mio marito: “Amore dai, proviamo ad andare al cinema….è più di un anno che non andiamo”
E cosa scegliamo? Ovviamente un filmone: Cattivissimo me!
Noooo i Minions parlano uguale uguale a Tommi. E quello ha il suo stesso taglio. Pure la salopette è la stessa!
Inizio a perdere colpi: mi manca, mi manca, mi manca! Mentre quattordicenni sdraiati sulle poltroncine della sala dell’UCI masticano caramelle morbidose a bocca spalancata e si tirano pop corn ridendo, io scoppio a piangere: “Voglio tornare a casa, povero Tommi, da solo con la nonna…gli mancherò tantissimo…e poi lei sarà stanchissima, dopo una notte insonne…”.
Il cellulare si illumina: “Qui tutto ok, Tommi ha giocato e dormito tutta la notte. Un angioletto!”
Il finale con la morale: Mentre tu macchini piani diabolici lui è un angelo. Poi torni a casa e ovviamente (RI)scoppia l’inferno.
Tutto torna.

Francesca C.

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