dentizione-bambiniRisorgo oggi dopo 20 giorni di apnea. Venti giorni in cui Pietro avrà dormito tre ore (tutte spezzate) per notte a prenderla larga, arrivando a svegliarsi anche ogni ora, riaddormentandosi dopo 40 minuti. E il giorno non è che andasse meglio: agitato, nervoso, capace di addormentarsi solo nel passeggino per svegliarsi poco dopo. Un incubo.

Risorgo oggi dopo una notte in cui Pietro si è addormentato a mezzanotte, svegliato alle 4 (mentre lo cullavo per riaddormentarlo lo ringraziavo delle quattro ore di sonno ininterrotte), riaddormentato alle 5, svegliato alle 7, preso dal babbo e lasciato me dormire fino alle nove. Un sogno.

Risorgo oggi dopo averlo guardato ben bene in bocca questa mattina e aver visto – finalmente – due denti!! Due puntine bianche e belle aguzze a passarci sopra la mano che mi fanno pensare: dunque mio figlio non era impazzito, stava davvero mettendo i denti. (Ero un po’ scettica, dato che da quando ha 4 mesi ha delle gengive enormi e bianchissime ma di puntine neanche l’ombra…). Ma stavolta è realtà. Alleluia.

Però vale la pena raccontare un po’ i vari rimedi per alleviare il piccolo (e i genitori) che ho collezionato in questi giorni.

La prima ad aprirmi un mondo è la mia vicina di casa. Aperitivo da lei, osserva Pietro che si mangia le gengive e dice: “Ha i denti, prova la crema Dentinale, con la mia bimba ha funzionato un po’”. Me la presta, io massaggio con cura la bocca di Pietro ogni volta che dà in escandescenza e le cose sembrano andar meglio. Decido di comprarla.

Passo dal farmacista e chiedo Dentinale. La risposta è la seguente: “Io gliela vendo ma sappia che non fa nulla, appena la mettono in bocca, l’effetto sparisce. Signora, dia retta a me, che la vedo che lei non dorme da giorni: dia a suo figlio dieci gocce di Tachipirina. A lui calmano il dolore, a lei e suo marito fanno dormire”. Io, abbastanza irritata: “Ma scusi, la Tachipirina gliela dò se ha febbre, mica così, per i denti, che poi magari non sono neanche i denti…”. Lui, con faccia commiserativa:”Faccia come vuole, ma è meglio salvaguardare la salute mentale dei genitori…”. Io esco dalla farmacia e mi chiedo: “O cosa avrà letto sulla mia faccia questo?”.

Dentinale smette di fare effetto dopo due giorni. Hai voglia a dargliene, niente da fare. Pietro torna fuori di sé, piccino. E io anche. Mi salva un’altra mamma: “Prova Camilia, è omeopatico, tre fiale per i primi due giorni, poi riduci a due. Gli calma il dolore e calma anche lui”. Per ora – e sottolineo per ora – ‘sta Camilia pare funzionare.

Inutile il pediatra in questo caso. Il mio crede che i denti spesso siano una giustificazione usata dai genitori per spiegarsi il nervosismo e l’irritabilità del figlio. La sua massima è: “Ma quando a lei da bambina cadevano i denti da latte e metteva quelli da adulta, le facevano male?”. “No, mi sembra proprio di no”. “Ecco, e allora perché dovrebbero far male dei dentini da latte?”. Non fa una piega, non c’è che dire.

Eppure, se Pietro in questi ultimi 20 giorni è stato tanto nervoso, irritato, smanioso, insonne ecc… una spiegazione dovevo darmela. E stamani, guardando quelle due puntine, mi son sentita meno scema.

Stai diventando grande amore mio. Però… i denti son 32 e te ne son spuntati due. Non vorrei trarre conclusioni affrettate sugli altri trenta…

Alessandra B. 

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