fotoC’è un sottile sadismo nelle donne che hanno avuto figli in modo spontaneo. Non resistono a raccontarti il loro parto, con tanto di dettagli che in confronto un film del terrore pare una barzelletta. Lavoro in un’azienda piena di donne e, credetemi, conosco la cronaca della nascita di tutti i loro figli. Quando il pancione di Davide era agli sgoccioli, mi sono sentita anche una mano sulla spalla accompagnata da un rassicurante “Preparati, soffrirai moltissimo”. E di grazia, che preparazione dovrei fare? E perché anticiparmi tanta sofferenza? Ci sono cose che è bello scoprire da soli! L’unico racconto degno di nota è della mia spassosissima parrucchiera qualche giorno fa: urlava “Ti odio” al marito e apostrofava il medico con ripetuti: “Sei un bastardooooooo”.
Personalmente non ho raccontato a nessuna il mio (molto più silenzioso) parto, tanto meno alle amiche che ci sarebbero passate poco dopo. Mi sono limitata a pochi semplici consigli che ora scrivo con l’augurio che possano essere utili anzitutto a me che fra un paio di mesi mi troverò nella stessa situazione. E come durante il travaglio ogni donna pensa “Questo resterà figlio unico” e poi la natura fa il dono di dimenticare, così mi ritroverò a pensare “Chi me l’ha fatto fare?”. Che certe cose non si dimenticano.

1. In sala parto non sei sola. E vale anche per le donne che come me hanno partorito senza la possibilità del marito accanto. Non sei sola perché con te c’è tuo figlio. La tua piccola creatura che sta affrontando una prova non meno dura della tua. Io pensavo costantemente a Davide e, come per tutta la gravidanza, non ho smesso un secondo di parlagli. In silenzio, perché il fiato mancava!
2. A proposito di fiato, respira. Dimentica i film americani in cui lei fa quei respiri corti e veloci e lui conta fino a che la contrazione passa. Ma cosa conta? La contrazione è una montagna, la senti salire, arriva il picco, scende. Respiri profondi aiutano a scalarla e soprattutto ossigenano il bambino. E solo questo “conta”.
3. Tu puoi farlo. Quando chiesi al mio ginecologo indicazioni su un eventuale corso preparto, mi rispose provocatorio: “E a che serve?” Come lui, non voglio con questo dire che sia inutile, anzi credo che i consigli non facciano mai male e che sia bello condividere con altre donne che stanno vivendo le tue stesse emozioni. Il punto è che il corpo ti consiglia come nessuno. Ascoltalo. E anche se ti capitasse di dire: Ma perché non esce??? provocando ilarità nel personale medico che ti assiste, fidati. Uscirà. E sarà scioccantemente bello.

Alessandra Erriquez

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