E’ femmina57377[1]. Nella mia pancia sta crescendo un cucciolo di donna. Alleluja! Finalmente la lotteria delle sensazioni indetta da parenti e amici è terminata. Non che io avessi una preferenza (“Basta che sia sano” era e resta il mio motto), ma il fatto che in molti avessero una ferma convinzione sul sesso del mio bimbo mi faceva un po’ arrabbiare. Forse ero infastidita perché io, la madre, non avevo la benché minima percezione di una cosa data per certa da qualcun altro.

In particolare i più convinti erano i miei suoceri. E’ maschio. Era stata questa la profezia dei nonni paterni a poche settimane dall’annuncio della gravidanza. Una profezia che col passare dei giorni si è trasformata in un’assoluta certezza. Ad ogni mio: “Potrebbe anche essere una femmina”, la risposta era: “No, è sicuramente maschio”. Sì, sicurissimo! Addirittura hanno ritinteggiato la vecchia cameretta di mio marito di celeste in previsione dell’utilizzo futuro da parte del nipotino. Ma non era meglio un bel verde? Adesso potrei presentarmi a casa loro con un grosso barattolo di vernice rosa shocking ed invitarli a ricolorare la stanza, ma non vorrei incappare in un incidente diplomatico. Alla fine sono felicissimi anche se sta per arrivare una bimba e sono sicura che la tratteranno come una principessa.

Tuttavia i miei suoceri non erano gli unici a scommettere sul maschio. Anche lo zio e molti amici davano i cromosomi XY per certi. La pupa era poco gettonata. Tra i pochi fan del fiocco rosa c’era mio marito. Lui non mi ha mai detto di avere una certezza sul sesso di nostro figlio, ma pensava spesso ad una femminuccia. Beh, il papà c’ha preso. E devo dire che sono già un po’ gelosa: a quanto pare tra i due c’è empatia! D’altronde, si sa, il legame tra padre e figlia è speciale.

Antonella L.

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