bambola“Tu mi fai girar, tu mi fai girar come fossi una bambola…”

(Io giro, giro e giro per trovare qualcosa che ti intrattenga, ti diverta, riesca ad attirare la tua attenzione per più di 5 minuti durante il giorno: la sdraietta, il seggiolone nuovo, la ciambella per star seduto con tutti i giochini, la palestrina, il box, il cucchiaio di plastica, le chiavi di casa, i miei capelli, il biberon dell’acqua, il bagnetto, il gatto – povero, povero gatto – i giochini dei denti, le apine, le mie amiche – povere, povere amiche – il vola vola, i baci bavosi, il lenzuolino, la copertina, le zie, i nonni, il coniglio dalle orecchie giganti, un raggio di sole, le canzoni, le costruzioni di gomma, le ninna nanne, la pappa, il latte, il tappeto, il divano…)

“Poi mi butti giù, poi mi butti giù, come fossi una bambola…”

(E tu niente, testardo come un mulo, sorridi per qualche minuto e poi di nuovo vorresti fare qualcos’altro ancora e il tuo unico modo per farmelo capire è il pianto. A soli sette mesi già vorresti camminare mentre io cerco di insegnarti a stare seduto, vorresti sgranocchiare anche se non hai neanche un dente – e dire che sembra ti stiano crescendo da mesi data la smania che hai -, vorresti mangiare da solo e matematicamente il cucchiaio ti finisce dentro l’orecchio, vorresti uscire quando fuori diluvia e ti addormenti nel lettino quando esce il sole, vorresti giocare da solo ma se non ci sono io non ti diverti, vorresti stare sempre con me ma dato che stiamo in simbiosi 24 ore su 24 ho l’impressione che a volte non mi sopporti più…)

“Non ti accorgi quando piango, quando sono triste e stanca, tu pensi solo per te…”

(Questo di solito accade alle tre di notte quando ti svegli e piangi come se tu non mangiassi da un giorno – che poi i pediatri dicono che durante la notte i bambini a sette mesi non hanno mica più fame ma solo bisogno di coccole – e allora io ti coccolo con un occhio chiuso e uno semi-aperto, in quel solco che ormai ho fatto in camera tua porta-lettino-lettino-porta – ma pare che solo il latte – dopo un’ora di coccole – sia l’unica cosa che vuoi. E, triste no, non mi ci sento mai – non c’è tempo per la tristezza – ma stanca sì, oh se mi sento stanca e oh sì, se tu pensi solo per te…)

“No ragazzo no, no ragazzo no, del mio amore non ridere…”

(Che ti vedo quando mi guardi di sottecchi, dopo un pianto di un’ora e io non so più che fare, non so più perché piangi – dato che hai mangiato, sei pulito, hai fatto il bagnetto, hai giocato e hai dormito due ore – e tu ad un certo punto smetti di strillare, mi guardi e sorridi. E io, anche se non credo, ringrazio Dio e ricomincio a girar con te in braccio…)

“Tu mi fai girar, tu mi fai girar…”

Alessandra B.

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