yummyMia figlia Mia ha 5 mesi, un dentino affilatissimo e due passaporti. Quello inglese avuto in 4 giorni, quello italiano dopo 4 mesi. E’ nata dopo 4 giorni di travaglio e un cesareo di emergenza (“No ma tanto poi il dolore te lo scordi”…certo come no). E’ nata a Londra, sotto un cielo in cui le nuvole corrono velocissime . E ’nata dove in realtà un po’ tutti corrono velocissimi, ma in particolare le yummy mummy, l’ultimo stadio documentato dell’evoluzione umana, un incrocio tra bonazze palestrate, barbie con sorriso sbiancato e passeggino Bugaboo (le altre carrozzine non sono abbastanza yummy). Il grado di yummezza cresce in modo direttamente proporzionale al numero di figli: se sei yummy dopo averne fatti tre, sei praticamente un supereroe. Le YM sono yummy, appetitose, ma perennemente a dieta e iscritte al corso “spingi-il-passeggino-sulla-salita-per rientrare-nei-tuoi-vecchi-jeans” http://www.pushymothers.com.

Sfrecciano correndo per far incastrare una sessione di pilates con un corso NCT (national childbirth trust) sullo svezzamento, per non far perdere ai loro pupi la mezzora settimanale di filastrocche in biblioteca ma nemmeno le lezioni di nuoto per neonati in piscina. Le YM sono state addestrate ad allattare da ostetriche talebane per le quali il latte artificiale è un crimine contro l’umanità. Se cacciano il biberon in pubblico si scusano a testa bassa. Il lunedì si ritrovano al pub del quartiere per far giocare gli infanti mentre loro sbevazzano delle gran pinte di Guinness (eh sì perché aumenta la produzione di latte). Il martedì c’è il soft play, il mercoledì le filastrocche, il giovedì il baby-massaggio, il venerdì il baby-yoga. Quindi ora scapperei a baby-yoga, sperando sempre che un giorno tutto questo sbattimento mi faccia diventare una bonazza palestrata con un sorriso Durbans, nonostante non riesca a farmi una ceretta da tre mesi. Il Bugaboo, quello già ce l’ho, di seconda mano ovviamente.

Daria S.

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