vacanzeMetti un giorno d’estate in cui il tuo bambino è stato un angelo. Tutto è filato liscio, tutto. Pappe, nanne, ora del gioco, progressi fatti. Quel giorno ti chiama la tua migliore amica, quella con cui ho aperto questo blog, quella che all’insaputa l’una dell’altra, alla fine abbiamo dato lo stesso nome ai nostri pargoli: “Perchè non ci facciamo qualche giorno di vacanza noi da sole con i 2 Pietri?”. E l’altra entusiasta (forse anche lei dopo una surreale giornata perfetta del mostriciattolo che decide della sua vita ora dopo ora…): “Ma certo! Sì, fantastico!” E così si impacchetta tutto. Lei parte da Firenze, io da Roma…
Partenza alle 9,30 dalla Capitale perchè spero che il piccolo si riaddormenti in macchina. Per stare tranquilla attacco al seggiolino una quantità abnorme di oggetti: un arco con i sonaglini, un carillon, un peluche, il suo lenzuolino di Linus e una carota legata a doppio filo perchè non me la lanci mentre guido. Mi faccio tre ore e mezzo di macchina da sola, correndo come Schumacher perchè Pietro dorme e se si sveglia sono perduta. L’ultima mezz’ora però lui apre gli occhietti dolce dolce, ancora sonnacchioso. E’ un attimo… inizia ad urlare. Per placarlo non basterebbe il migliore esorcista su piazza!!! Aiutooo.
Comunque arrivo e inizia la nostra settimana di vacanza “mamme contro figli”…
Siamo in un casale sperduto in mezzo alla campagna. Uno scalone sbilenco per salire, un raduno di zanzare ogni sera, un topolino che partecipa alle nostre cene interrotte dal pianto di uno e dalle urla dell’altro (si alternano senza soluzione di continuità). Noi in balia dei “cattivi ragazzi” dalla notte alla mattina, quando distrutte e piene di bolle scendiamo in spiaggia. Due ombrelloni, due carrozzine, due termos con pappe e latte, una piscinetta con pompa, una ciambella, asciugamani, pannolini e tanto altro ancora. Praticamente quando arriviamo sulla spiaggia, tutti gli altri vengono evacuati per farci spazio. Mezz’ora per montare tutto l’ambaradan ed è già ora di pappe! Poi sonnellini, prima uno e poi l’altro, giusto giusto per non darci mai tregua. Ma i Pietri sono fantastici, due amori. Ugualmente noi arriviamo a malapena al venerdì. Occhi solcati di nero, mal di testa, fame. I sintomi più comuni della mamma moderna…
Io e Ale ci guardiamo negli occhi: “Da sole mai più”. “Mai più”, rispondo io. E decidiamo di mollare i pargoli e partire per un fine settimana alle terme io e lei come ai vecchi tempi. E non c’è amore di mamma che tenga. Le mamme sono (anche) stanche.
Alessia
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