revolutionDiventare mamma è sempre una rivoluzione. Ma il bello è che le rivoluzioni si fanno in mille modi diversi. Così accade che si può avere la stessa età, fare lo stesso lavoro e chiamarsi Ale (ebbene sì, un’altra Ale) eppure vivere un’esperienza completamente diversa. Io sono la mamma bis. Ovvero la pazza che con un figlio di dieci mesi, affetto per giunta da disturbo del sonno, ha detto al marito: ma sì, dai, da ora in poi se arriva un altro bimbo si può fare. Chiaramente quel poi è stato un test positivo tre settimane dopo. E no, non si può fare!

Non senza un contorno di stress e sensi di colpa a gogò. Non senza passare la notte ad addormentarne uno e, quando finalmente ce l’hai fatta, sentir scalciare l’altro come un torello e trovarti a pensare: sarà sempre così? Finisce uno e attacca l’altro? Probabilmente sì. Forse ci saranno attacchi di gelosia, morsi di uno mentre allatti l’altro, la casa sarà sottosopra (come se ora non lo fosse), forse il letto sarà un optional per un altro paio d’anni, forse il datore di lavoro ti fucilerà, forse le amicizie si ridurranno a quei pochi, veri, essenziali, che ti amano anche spappata e con le occhiaie… Una cosa sola è certa. Non riesco a immaginare nulla di più bello.

E allora non resta che lasciarsi trasportare da tanta caotica bellezza. Del resto, “non sono gli uomini che guidano la rivoluzione, è la rivoluzione che guida gli uomini”. E le mamme.

Alessandra Erriquez

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