prepartoAvete presente la ginnastica pre parto che si guarda in tv, tutti quei corsi in cui il marito-fidanzato-compagno si vede costretto ad andare imparando la respirazione, giocando con una palla enorme, simulando l’evento del parto? Ecco, il corso pre parto – almeno quello all’ospedale Careggi di Firenze – non è niente di tutto questo. Somiglia più ad un percorso di autocoscienza del tipo: “Salve, mi chiamo Alessandra e… sono incinta”.

Le pance sono tante e alla fine, per niente uguali. Le future mamme prima si guardano la loro, poi osservano incuriosite quelle delle altre. All’ottavo mese puoi anche vedere i movimenti. Sì, non sentire. Vedere le pance che si muovono sotto i colpetti dei piccoli. Ed è a questo punto che l’ostetrica del corso fa: “Care ragazze, voi non siete soltanto le case dei bimbi che portate in voi da mesi, voi siete delle vere e proprie Spa”.

Ecco, allora provo a immaginare il mio Pietro nella piscina termale che altro non è che il mio utero. “Ha tutto lì dentro: il calore delle acque, la morbidezza del vostro corpo, il cibo che gli arriva dritto dritto dal cordone ombelicale. Fa pure la pipì e la cacca senza grandi problemi. Sta un po’ stretto magari, ma insomma… Sai che choc quando esce!”. Ecco no, ero arrivata all’ottavo mese senza pensarmi né casa, né tantomeno Saturnia o Montecatini Terme. C’ero anche arrivata pensando al mio di choc quando starò per partorirlo. Ora provo a figurarmi Pietro, un bel vitellino secondo l’ultima ecografia, che invece di nuotare, mangiare e fare i suoi bisogni senza colpo ferire – o meglio tirando tanti bei colpetti alla mamma-casa-Spa – dovrà respirare l’aria e piangere per farmi capire quando ha fame, sete e sonno.

Dai figlio mio, alla fine, mi sa che lo choc è più tuo che mio. Vediamo come aiutarti 😉

Alessandra B.

Annunci